Santo Stefano 2006: Scilla e le sue meraviglie
Partenza alle ore 7:30 con destinazione Scilla, il suo lungomare. L'appuntamento è per le 10 a Marina Grande, ossia 240 kilometri per immergersi in uno dei posti più belli d'Italia. Un sole rosso fuoco ormai già sorto ma ancora basso sull'orizzonte lascia prevedere una giornata più simile ad Aprile che a Dicembre, i campi ricoperti della brina notturna brillano investiti dai raggi radenti del sole: il termometro segna 5 gradi.
Percorro in totale relax l'autostrada che mi appartiene in quanto incontro qualche macchina ogni decina di kilometri, godendomi paesaggi mozzafiato: alla mia sinistra le montagne della presila con gli immensi alberi dai colori sgargianti dal verde profondo al giallo rosso intenso, alla mia destra il mare con dei colori insoliti per la stagione che si fonde all'orizzonte con un cielo privo di qualunque nuvoletta.Dopo Bagnara lo spettacolo che si presenta ai miei occhi lascia presagire una fantastica giornata di immersione
La Sicilia e la Calabria sembra si tocchino come due dita protese l'una verso l'altra; il mare è di un blu intenso e lascia immaginare la scoperta delle bellezze che in esso sono racchiuse. Dall'alto del paese di Scilla lo spettacolo di Chianalea è ancora più suggestivo ma è arrivando sulla spiaggia che si resta senza fiato.
La spiaggia pian piano si riempie di sub che arrivano in auto, parcheggiano e scaricano le loro bombole, le loro attrezzature sotto lo sguardo sorridente e compiaciuto degli abitanti di Scilla da sempre abituati a questo flusso incessante di persone unite da un'unica grande passione: l'Amore per il mare.
Qualche famiglia prende il sole e qualcuna si avventura elegantemente in costume a farsi una bella nuotata, la temperatura dell'aria si aggira sui 24 gradi e l'acqua in superficie è di circa 18 gradi.
Lo spettacolo è sotto il mare. La montagna svela la sua grande ricchezza composta da una prateria di splendide gorgonie rosse (paramuricea clavata) e di splendide gorgonie gialle (eunicella cavolinii) che si fondono in una fantasmagoria di colori che esplodono agli occhi dei sub non appena il fascio delle loro torce investe i flessuosi rami.
L'immersione prosegue dopo la montagna lungo la franata passando attraverso grottini passanti con le pareti ricoperte di margherite di mare e di astroides che muovono le loro estensioni flessuosamente seguendo il senso della corrente. In alcune tane incontriamo delle murene di dimensioni considerevoli, una di queste intenta alla cura della sua persona attraverso l'opera instancabile dei gamberetti pulitori che condividono con essa la medesima tana.
Non manca neanche un branco di ricciole affamate che si tuffano in mezzo ad un branco di pesci facendolo letteralmente esplodere per poi, un istante dopo, riformarsi muovendosi come un solo corpo.
Al ritorno lascio alle mie spalle un paesaggio ancora bellissimo ma porto con me il ricordo e le sensazioni vissute nelle profondità del mare, lottando con una corrente non certamente docile ma che, ad un certo punto, decide di accompagnarci dolcemente verso il punto di uscita.


