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Pasquetta a Scilla

Ore 7:00, si parte da Altomonte (CS) direzione sud, Scilla (RC). Il cielo limpido e di un colorre rosso-arancio, con una temperatura di 16 gradi lasciano presagire uan stupende giornata. Il GPS indica 222 km da percorrere; l’autostrada è pressocchè deserta.

All’altezza di Rogliano il clima cambia repentinamente 8 gradi, il cielo diventa nero e sull’asfalto tracce di una recente pioggia. All’altezza di Falerna l’autostrada diventa una linea di separazione: a sinistra, sui rilievi montuosi presilani e della Sila nubi nere e minacciose, a destra, sulla costa tirrenica un cielo blu ed un calmo piatto con un sole splendente.

Il viaggio prosegue tranquillo fino alla meta: Scilla, si estende lungo la costa della Calabria tra il mare Tirreno e le pendici dell’Aspromonte. Chianalea è il quartiere più interessante: un borgo di pescatori non imbalsamato a scopo turistico ma che ancora vive dell’attività della pesca; infatti passeggiando tra le suggestive viuzze è facile incontrare pescatori che, sotto casa, costruiscono le reti per la pesca, apportano piccole riparazioni alle barche  o si preparano a partire per affrontare una nuova giornata in mare.

Le onde del Tirreno penetrano sin quasi dentro le abitazioni che sono continuamente sottoposte alla forza d’urto delle acque; di notte il silenzio amplifica il suggestivo rumore dei “colpi” di mare che costituisce il sottofondo musicale della vita a Chianalea Stavolta, data la particolare giornata festiva, decidiamo di non andare a Marina Grande o Chianalea ma di recarci presso “il Pilone” un immenso traliccio che serviva per portare l’energia elettrica in Sicilia e che è stato dichiarato Bene Architettonico post-moderno.

Ci ritroviamo con Ottavio, mio cugino ed esperto conoscitore dei fondali di quella zona, ed Ettore, mio grande amico e compagno di tante battute di pesca subacquea e compagno di immersioni (è lui, quello che puntualmente mi abbandona e se ne va da solo). Questa volta abbiamo anche la mascotte, Mario, due anni, figlio di Ottavio; ha voluto indossare anche lui la muta e poi cercava la sua bombola e la sua maschera.

Temperatura dell’aria di circa 25 gradi, acqua in superficie 16,5 gradi. Entriamo da riva e pinneggiando ci avviciniamo sulla verticale del punto di immersione indicato da due scogli affioranti. A soli 5 metri dalla superficie una serie di scogli ricoperti da Astroides e piccoli Parazoanthus (Parazoanthus  axinellae) con folti cespugli di Falso corallo (Myriapora  truncata). Lungo la nostra esplorazione incontriamo una grande quantità di Vermocane (Hermodice  carunculata) e di Martasteria (Marthasterias  glacialis) una delle più grandi stelle che si trovano sui fondali e che si nutrono di molluschi.

Decidiamo di scendere verso il fondo sabbioso ed incontriamo due piccoli spirografi che si chiudono al nostro avvicinarsi. Ad un certo punto nuotando in mezzo ad un folto branco di pesci di varie specie, la nostra attenzione viene attratta da uno splendido esemplare di Pesce pettine (Xyrichthys  novacula) che decide di mettersi in posa mostrandosi in tutta la sua bellezza.

Troviamo una serie di Pinne Nobilis staccate dal fondo da parte di qualche subacqueo (??) della domenica e decidiamo, essendo ancora vive, di ripiantarle nel fondo sabbioso affinchè possano continuare nella loro opera di abbellimento del fondale marino, oltre che come sicuro riparo per i piccoli gamberetti.

Dopo un’ora abbondante di immersione, emergiamo per proseguire la nostra “immersione” a Lazzaro (RC). Questa immersione inizia con una serie di antipasti per poi proseguire con un fantastico primo di Anelli ai frutti di mare e un eccezionale risotto alla Pescatora. All’improvviso il coupe de theatre un fantastico dentice in crosta di pane.

La nostra giornata termina sul lungomare di Reggio Calabria a gustare un gelato nella più antica e famosa gelateria.

Una pasquetta davvero fantastica, una giornata di Giugno inoltrato, un sole fantastico, una cucina deliziosa, un mare incantevole. Calabria da vivere.

Le foto del racconto

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