Sharm El Sheik: crociera a bordo della Ocean Dream
MAR ROSSO - SHARM EL SHEIK - 22/29 aprile 2007
Appuntamento domenica mattina, 22 aprile, alle ore 04:00 del mattino al Gate C dell’aeroporto di Fiumicino. Sbrighiamo le pratiche per l’imbarco, non senza qualche problema creato da una passeggera che aveva un gran bisogno di andare in vacanza rischiando, addirittura, l’arresto e ci dirigiamo a fare colazione per poi varcare il controllo passaporti.
Sui nostri visi una grande emozione mista a decine di domande su come sarà questa crociera di cui conosciamo solo il nome della barca: Ocean Dream.
Con circa un’ora di ritardo, grazie alla passeggera di cui sopra, finalmente il nostro aereo decolla, direzione Sharm El Sheik, con arrivo previsto dopo 3 ore e 50 dal decollo.
Quando ci avviciniamo alla costa egiziana, glo oblò dei nostri finestrini si trasformano in tanti piccoli televisori che trasmettono la stessa immagine fatta di colori mozzafiato dall’ocra intenso del deserto al blu cobalto del mare intervallato dal verde smeraldo della barriera corallina.
Atterriamo all’aeroporto di Sharm, non esiste un aeroporto civile quindi viene utilizzato quello militare, e troviamo ad attenderci un simpatico egiziano che sarà il nostro “Angelo Custode” nello sbrigo delle formalità per ottenere il visto di ingresso e poter così andare a ritirare i nostri bagagli. Prima di far ciò ci viene indicato di metterci in fila per il controllo passaporti ma ecco sbucare dei furbi che decidono di saltare la fila: sono turisti russi e scopriamo a nostre spese il loro alto grado di arroganza e maleducazione.
Finalmente giungiamo al nostro autobus che ci conduce a Naama Bay presso il Red Sea Diving College; avendo circa due ore di tempo prima di imbarcarci decidiamo di fare un giro alla scoperta di Naama Bay (la spiaggia di Sharm) e ci imbattiamo in un vecchio e singolare negozietto di spezie e profumi.
Mangiamo un panino al volo e ci dirigiamo verso il diving dove troviamo le nostre guide per i prossimi giorni: Silvia, stupenda ragazza di Milano e Daniele, biologo marino di Imola.
Ci dirigiamo verso il nostro autobus e giungiamo al porto, altra formalità burocratica con al Polizia Turistica e ci avviamo verso la tanto fantasticata Ocean Dream: uno spettacolo per gli occhi per la sua imponenza al confronto con le altre barche ormeggiate.
Saliamo a bordo, mentre gli uomini dell’equipaggio si occupano di imbarcare i nostri bagagli, e Daniele e Silvia ci convocano per il primo briefing sulla crociera ed sulle norme da osservare durante le immersioni ed a bordo. Terminato, depositiamo le nostre scarpe, che rindosseremo di nuovo al momento del nostro sbarco, e prendiamo possesso delle cabine: spaziose, pulite, con bagno personale e doccia con acqua calda e tante prese di corrente a 220 Volt per ricaricare ogni cosa.
Incominciamo, nell’attesa di prendere il largo, a visitare i vari ponti che compongono la barca (ben tre di cui uno splendido Sundek) e prendere confidenza con le ripide scale di collegamento tra i vari ponti nonchè con la piccola e ripida scala che conduce agli alloggi sottoponte.
Alle ore 17:30, a causa di un ritardo da parte delle autorità portuali nel rilascio del permesso, prendiamo il largo ma solo per un breve tratto; infatti ormeggiamo a Ras Katy dove trascorreremo la nostra prima notte in mare.
L’indomani mattina sveglia alle 06:00, colazione e poi si inizia a preparare le attrezzature per entrare in acqua per effettuare la giusta pesata, senza la quale le guide non faranno effettuare immersioni. Alle 09:30 inizia la nostra prima immersione in tranquillità per prendere confidenza con un fondale talmente ricco di vita da sentirsi come sbronzi a furia di girare la testa in ogni dove. Forme, colori lungamente immaginati o viste sulle riviste di subacquea o sui vari siti, si muovono davanti ai nostri occhi ed interagiscono con i nostri movimenti allontanandosi o avvicinandosi spinti dalla curiosità. Un’emozione che resta impressa nello sguardo e sui volti di tutti noi man mano che emergiamo e che resterà per sempre nei nostri animi.
Ci spostiamo in un altro sito di immersione non distante: Ras Umm Sid. Qui effettueremo le altre tre immersioni previste per la giornata, tra cui la notturna: nessuna immaginazione riuscirà a superare tutto ciò che si è presentato ai nostri occhi. Sembrava di sfogliare le pagine animate di un grande libro di biologia marina: Lionfish, Ricci matita, Murene, trigone patananga, nudibranchi, tartarughe verdi, ecc.
Qualcuno, durante la notte, continuerà a sognare tutte le cose belle viste sperando, l’indomani, di vederne molti di più.
La notte scorre tranquilla, cullati dal lento e dolce sciabordio del mare e con l’azoto che fa sentire i suoi effetti, nell’attesa della sveglia che suonerà alle sei per poi alle 6:15 partecipare al briefing ed alle sette entrare in acqua. Il sito è di quelli famosi: Shark e Yolanda Reef. Immersione che solo dopo pochi minuti si presenta difficile, a causa delle correnti ascensionali e discensionali, ma ecco che tale fatica viene ricompensata da una gigantesca murena fuori tana che si muove sinuosa al ritmo della corrente e, dopo poche decine di metri, da una gigantesca Tartaruga verde che nuota elegantemente lasciandosi circondare dai fotografi che ne vogliono fotografare ogni movimento, ogni espressione. La seconda giornata di immersioni prosegue a Fosma Soreya dove effettueremo una stupenda notturna circondati da decine di Lionfish, attratti dal fascio luminoso delle nostre torce.
Il giorno dopo la prima immersione è sul relitto della Durnaven, immersione preparatrice a quella molto più mozzafiato ed impegnativa del Thistlegorm. Da lì ci spostiamo a Shab’ Ali dove effetuiamo l’immersione delle 11 a Shibna, un sito incantevole con paesaggi marini mozzafiato degni di uno dei più suggestivi documentari naturalistici. Ormeggiamo, diciamo così, legando la nostra cima di poppa al castello di prua del Thistlegorm chiaro segnale che l’immersione del pomeriggio verrà effettuata sul di esso: l’immersione, sicuramente più attesa da tutti noi, da me senza dubbio. Alle 16 entriamo in acqua divisi in tre gruppi e ci apprestiamo a navigare lungo tutto il suo perimetro esterno, con una “toccata” a quota 32 dove giacciono le stupende eliche. La nostra immersione dura circa 50 minuti in cui incontriamo pesci coccodrillo, pesci ago, Lionfish, grandi tonni ed una varietà incredibile di coralli, sia duri che molli, di ogni colore e foggia. Anche la notturna verrà effettuata sul Thistlegorm, ma a causa di un forte e freddo vento si immergeranno solo le due Guide, l’Istruttore ed il DiveMaster: Silvia, Daniele, Max e Giovanni.
Il giorno dopo alle 7 tutti in acqua per la “penetrazione” del Thistlegorm, anche in questo caso tre gruppi suddivisi in base al numero di immersioni ed all’esperienza dei partecipanti. Discesa lungo la cima di ancoraggio fino al castello di prua e continuando lungo la fiancata alla nostra sinistra si inizia la penetrazione all’altezza dello squarcio del secondo livello; si risale, dopo aver esplorato le tre stive, al primo livello nuotando sopra un numero imprecisato di moto BTA e automezzi militari, si prosegue risalendo fino al ponte superiore visitando la stanza di stoccaggio delle cime e la cabina del comandante. Immersione che ha richiesto delle capacità di assetto di una certa rilevanza. Ci spostiamo a Ras Ghazlani dove effettueremo un’altra immersione per poi spostarci verso Tyran, dove resteremo per due giorni. A Tyran i nostri siti di immersione portano i nomi di Thomas Reef, Gordon Reef dove effettuiamo una fantastica notturna di ben 55 minuti. L’indomani immersione mattutina (ore 07:00) a Jackson Reef dove è possibile ammirare uno dei più bei giardini di corallo e dove incontriamo Pesce Palla Gigante e veniamo accompagnati dai timidi Pesce Cornetta; l’immersione più bella e più difficile deve ancora venire. Ore 11:00 ci immergiamo a Woodhouse Reef dove la corrente è fortissima e pertanto si decide di dividere tale immersione in due punti: uno riservato, prima della doppiatura della Punta, ai meno esperti e a chi ha problemi di consumi eccessivi, l’altra a chi ha più esperienza e consumi più contenuti (così credevo prima di questa immersione). Il paesaggio è bellissimo, gorgonie a ventaglio di dimensioni ragguardevoli lungo tutta la parete, non un centimetro della parete lasciato vuoto. Sulle Gorgonie Pesci Falco e Ostriche Alate mentre nel blu spuntano tonni di grandi dimensioni. La corrente fortissima, oltre ad essere contraria, spinge contro la parete rendendo ancor più difficile la navigazione. Prima di iniziare il doppiaggio della Punta, Daniele ci chiede di leggere i rispettivi manometri (io leggo 140 bar) e decide che vi sono le condizioni di sicurezza per proseguire. Si prosegue in fila indiana, l’uno dietro l’altro, cercando di contrastare la spinta della corrente verso la parete interamente ricoperta di coralli ed Acropore. Basta smettere, per un attimo, di pinneggiare per finire addosso a colui che ci segue. Quasi alla fine del percorso decido di dare un’occhiata al manometro, segna 40 bar pertanto segnalo alla guida questo valore e decidiamo di interrompere l’immersione per fortuna arrivata alla fine. Lancio del pedagno, sosta di sicurezza e l’ebbrezza di una immersione indimenticabile tra Gorgonie, Acropore, Anemoni, ecc.
Nel pomeriggio immersione tranquilla sul relitto del Kormoran, per poi completare la giornata con la notturna nella Laguna di Tyran dove incontriamo tre Ballerine Spagnole, una Cernia gigante, Murene azzurre, vari Crinoidi, Ricci Melone e Ricci Stella, una grandissima Magnosa, una infinità di Gamberetti, dei coralli.
L’indomani mattina l’ultima immersione prima del rientro che non posso raccontarvi perchè a letto con un’atroce mal di testa che non mi ha fatto chiudere occhio tutta la notte.
Una crociera superba in ogni senso: equipaggio egiziano molto professionale e premuroso nei nostri confronti senza mai “invadere” ma sempre molto discreti.
Le due guide, Silvia e Daniele, persone veramente squisite e grandissimi professionisti; ci piacerebbe rincontrarli in altre crociere e condividere con loro momenti veramente belli.
La comitiva semplicemente fantastica con quel pizzico di euforia sopra le righe che ha reso la crociera piacevolmente movimentata e fatto si che nascessero amicizie e simpatie.
Un grandissimo sorriso, da parte mia ma penso anche da parte di tutti gli altri, a Daniele sub HSA che in acqua si muoveva con la grazia e l’eleganza di un delfino e fuori dall’acqua ha coinvolto tutti, egiziani compresi, con la sua allegria ed euforia.


